Mouse gaming wireless
Logitech G PRO X2 Superstrike vs Razer Viper V4 Pro: quale mouse gaming scegliere nel 2026?
Confronto diretto tra Logitech G PRO X2 Superstrike e Razer Viper V4 Pro: forma, peso, click, sensore, batteria e verdetto per FPS competitivi.
Logitech G PRO X2 Superstrike
Migliore per Click regolabile, tap-fire e sniping
9,6/10
Razer Viper V4 Pro
Migliore per Movimento, leggerezza e autonomia
9,5/10
Il Logitech G PRO X2 Superstrike vince di misura perché HITS cambia davvero il funzionamento del click: attuazione, rapid trigger e feedback aptico regolabili senza spingere il peso oltre i 60 grammi. Il Razer Viper V4 Pro resta migliore per movimento, bilanciamento, autonomia e praticità quotidiana.
Logitech G PRO X2 Superstrike
Migliore per Click regolabile, tap-fire e sniping
Il mouse più innovativo del confronto: HITS offre click aptico regolabile, rapid trigger e attuazione cortissima, con un peso intorno ai 60-61 grammi.
- Peso
- 60-61 g
- Click
- HITS aptico
- Latenza
- ≈1,4 ms
- Click aptico HITS regolabile su sinistro e destro: attuazione cortissima, rapid trigger e feedback su misura
- Quasi muto ai livelli di feedback più bassi, l'esperienza più vicina a un mouse silenzioso
- Latenza del click sotto i 2 ms end-to-end, tenuta a 60-61 g
- Baricentro spostato in avanti, non centrato sulla presa
- Skate di serie da sostituire e una piccola curva di apprendimento iniziale
Razer Viper V4 Pro
Migliore per Movimento, leggerezza e autonomia
Il più immediato da muovere: circa 49-50 grammi, bilanciamento centrato, ottima autonomia, skate PTFE eccellenti e sensore Focus Pro 50K Gen 3.
- Peso
- 49-50 g
- Click
- Ottici Gen 4
- Autonomia
- fino a 180 h
- Leggerissimo (49-50 g) con bilanciamento centrato che si sente nei cambi di direzione
- Latenza ai vertici (circa 1,32 ms) e autonomia fino a 180 ore
- Skate PTFE eccellenti di serie, rotellina ottica e software web senza installazioni
- Suono metallico degli switch ottici, invadente con le cuffie open-back
- Niente rapid trigger né attuazione regolabile, e manca una taglia mini
Confronto diretto
Criterio per criterio
Per ogni area del test: come si comportano i due mouse e quale vince.
| Criterio | Logitech G PRO X2 Superstrike | Razer Viper V4 Pro | Vince |
|---|---|---|---|
| Forma e grip | Egg-shape media-grande del Superlight, più voluminosa | Simmetrica per destrorsi, riempie il fianco del palmo | Dipende |
| Peso e bilanciamento | Circa 60-61 g, baricentro spostato in avanti | Circa 49-50 g, bilanciamento centrato | Razer Viper V4 Pro |
| Click principali | HITS aptico, attuazione e rapid trigger regolabili, molto silenzioso ai livelli bassi | Ottico Gen 4 fisso, secco, consistente ma rumoroso | Logitech G PRO X2 Superstrike |
| Sensore e tracking | HERO 2 fino a 8K, circa 1,4 ms di latenza click nei test | Focus Pro 50K Gen 3 con Frame Sync, circa 1,32 ms nei test | Razer Viper V4 Pro |
| Batteria e software | Fino a 90 ore, G HUB e Onboard Memory Manager | Fino a 180 ore, Synapse Web da browser | Razer Viper V4 Pro |
| Migliore per | Giochi click-heavy, tap-fire, sniping e personalizzazione del click | FPS veloci, tracking, flick ampi e uso quotidiano | Dipende |
| Verdetto complessivo | 9,6/10, vincitore per HITS e personalizzazione del click | 9,5/10, migliore per movimento e praticità | Logitech G PRO X2 Superstrike |
Quale scegliere
- Scegli Logitech G PRO X2 Superstrike se
- Vuoi il click più avanzato, regolabile e silenzioso, giochi titoli click-heavy o ami già la forma Superlight.
- Scegli Razer Viper V4 Pro se
- Metti davanti leggerezza, bilanciamento centrato, tracking continuo, autonomia e una configurazione più immediata.
Come li ho confrontati
Li ho usati a giorni alterni, poi back-to-back, sullo stesso pad e con gli stessi giochi, per capire dove la differenza si sente davvero in mano e dove resta solo sulla carta.
Ho guardato la forma e quanto riempiono il palmo, il peso reale sulla bilancia e come è distribuito, la velocità con cui riesco a spostarli nei flick. Poi i click: tecnologia, attuazione, pre-travel, rumore, pulsanti laterali e rotellina. Quindi il sensore, il polling, la latenza end-to-end e la sensazione di lift-off. E per ultima la vita di tutti i giorni: autonomia, ricarica, dongle, software e comfort nelle sessioni lunghe.
Niente test inventati. Solo quello che ho potuto verificare giocando, soprattutto agli sparatutto, che è il mio metro per sentire quando qualcosa cambia.
Forma, peso e comfort
Sono due filosofie diverse. Il Superstrike riprende pari pari la shape a uovo del Superlight, taglia media-grande, che Logitech non ha toccato di un millimetro. Il Viper V4 Pro è la classica simmetrica per destrorsi (127,1 x 63,9 x 39,9 mm), e mi riempie tutto il fianco del palmo. Curioso: tra questi due la forma non è la cosa che mi fa scegliere. Li impugno entrambi con lo stesso grip, e non capita spesso.
A spostare l’ago è il peso, e qui non c’è partita. Il Superstrike sta sui 60-61 grammi con il baricentro chiaramente tirato in avanti: lo percepisci quando lo sollevi o lo riposizioni, e all’inizio ci devi fare l’abitudine. Il Viper segna circa 50 grammi nella versione bianca e 49 nella nera, con un bilanciamento centrato che non trascina né davanti né dietro.
Morale: il Superstrike, più pieno e più pesante, dà una sensazione morbida, controllata, stabile. Il Viper, dieci grammi in meno e perfettamente equilibrato, è semplicemente più rapido da muovere. Se cerchi il mouse che sposti più in fretta e che risponde con meno inerzia, è il Viper. E non di poco.
Nelle sessioni lunghe reggono benissimo tutti e due, niente scricchiolii, niente flessioni. Il rivestimento opaco del Viper, un filo “chalky”, tiene anche quando le mani sudano. Sotto, gli skate fanno una differenza concreta: quelli del Viper sono PTFE eccellenti già di serie, mentre quelli del Superstrike non scorrono come vorrei e li ho cambiati senza pensarci due volte.
Click e feeling dei pulsanti
Qui il Superstrike gioca un altro sport. Sotto i tasti principali non c’è microswitch meccanico né ottico: il sistema HITS rileva l’input in modo induttivo e ti ricrea la botta del click con un feedback aptico. La cosa potente è che regoli tre parametri in modo indipendente su sinistro e destro: punto di attuazione su dieci livelli, rapid trigger su cinque, feedback aptico da zero a cinque. Porto l’attuazione a una corsa cortissima, intorno ai 0,13 mm: meno della metà della distanza del Viper. E ai livelli di feedback più bassi è la cosa più vicina a un mouse muto che abbia mai usato.
Il Viper monta gli ottici Razer Gen 4, gli stessi del DeathAdder V4 Pro: debounce azzerato, attuazione più leggera del 12%, pre-travel minimo sui 0,25 mm. Il click è consistente e tattile, ma per un ottico resta sul rigido e pesante, ed è fisso: niente attuazione regolabile, niente rapid trigger. Poi c’è il suono: secco, metallico, “da pallina da ping-pong”. Con cuffie chiuse o ANC non lo senti. Con le mie open-back da FPS quel “clank” si infila nell’audio di gioco, e mi dà fastidio.
Per il click puro, quindi, vince il Superstrike, soprattutto nei giochi dove spammi il sinistro per editare, piazzare o gestire raffiche a colpo singolo. Se invece ti basta un ottico solido e silenziarlo non è un problema, il Viper fa il suo onesto lavoro.
Sui laterali si scambiano le parti. Quelli del Viper sono di primissimo livello: piccoli ma proporzionati, pochissimo pre e post-travel, clicky e precisi, anche se chiedono un filo più di forza. Quelli del Superstrike sono i soliti meccanici del Superlight, ben posizionati e facili da spammare, ma con un po’ di pre-travel, e fa uno strano effetto averli secchi e udibili accanto a click principali quasi silenziosi. La rotellina premia il Viper: l’encoder ottico è progettato per essere più affidabile nel tempo e riduce il rischio di scroll fantasma, inversioni o input mancati, mentre quella del Superstrike è una buona meccanica tradizionale.
Sensore, polling e prestazioni in gioco
Sul tracking puro stiamo al vertice con entrambi. Il Superstrike usa l’HERO 2, polling fino a 8K e DPI altissimi: preciso, costante, mai un cedimento. Il Viper monta il Focus Pro 50K Gen 3 con il Frame Sync, che allinea i frame del sensore al polling USB e taglia gli aggiornamenti ridondanti; dopo aver abbassato il lift-off, l’input mi è sembrato più reattivo e per niente “floaty”.
Sulla latenza ho fatto girare il mio test end-to-end. Il Superstrike, a 8 kHz con l’attuazione più corta, mi ha dato in media 1,4 ms, che raddoppiano se allungo l’attuazione, prova fisica del pre-travel. Il Viper, a 8.000 Hz, è sceso a 1,32 ms: il valore più basso che avessi mai registrato. Numeri vicinissimi, e onestamente in partita la differenza tra i due rientra nel margine d’errore. Non gioco a livello pro, e a quel punto contano molto più forma, peso e abitudine.
Nei flick e nei tracking game veloci, però, il Viper è più immediato. Non per i decimi di millisecondo, ma perché è più leggero e meglio bilanciato, quindi lo muovo fisicamente più in fretta. Il vantaggio vero del Superstrike è un altro: ridurre la corsa necessaria alla registrazione del click e rendere più rapido il reset durante lo spam, utile sulle armi a colpo singolo e nello sniping. È un piccolo margine nella registrazione del primo colpo, non una garanzia: il risultato reale dipende anche da reazione, rete, gioco e abilità del giocatore. Sul tracking, lì il click non sposta l’ago.
Batteria, software e praticità
Su questo fronte il Viper prende il largo. Dichiara fino a 180 ore a 1.000 Hz e 45 a 8.000 Hz, e nell’uso reale faccio fatica a scaricarlo anche tenendo polling alti. Merito del sensore efficiente, del Frame Sync e dell’HyperSpeed Gen-2. Il Superstrike è dato fino a 90 ore, ma cala parecchio salendo di polling e le aptiche pesano sui consumi: sopra il livello 3 la spia rossa arriva più in fretta. Tenendo il feedback basso resta gestibile, ma il Viper vince comodo.
Anche il software pende dalla parte di Razer. Synapse Web mi permette di effettuare direttamente dal browser, senza installazioni aggiuntive, le regolazioni rapide e principali del mouse. Per le funzioni più avanzate e la configurazione completa resta disponibile Synapse 4. Il Superstrike chiede G HUB per configurare a fondo l’HITS: il mouse dispone di memoria onboard per conservare una configurazione principale, ma le funzioni avanzate di HITS richiedono Logitech G HUB. Entrambi vanno via dongle senza fili o cablati; il puck zavorrato del Viper, con i tre LED frontali per connessione, batteria e polling, è il più comodo da leggere a colpo d’occhio.
Logitech G PRO X2 Superstrike: quando lo sceglierei

Punti forti
- Clic aptico HITS regolabile in modo indipendente su sinistro e destro: attuazione cortissima, rapid trigger e feedback su misura, qualcosa che nessun altro mouse offre.
- Ai livelli di feedback più bassi è quasi muto, l’esperienza più vicina a un mouse silenzioso che abbia provato.
- Latenza del click da primo della classe, sotto i 2 ms end-to-end, il tutto tenuto a 60-61 grammi.
Limiti
- Baricentro spostato in avanti, non centrato sulla presa.
- Skate di serie che non scorrono come dovrebbero e una piccola curva di apprendimento iniziale con i misclick.
Lo sceglierei come vincitore complessivo se voglio il mouse che aggiunge la tecnologia più importante e distintiva del confronto. HITS non è soltanto un click diverso: permette di regolare attuazione, reset e feedback in un modo che nessun altro mouse della comparativa replica. La forma e il bilanciamento restano più divisivi del Viper, ma il vantaggio del click è abbastanza unico da portarlo al primo posto. È il mouse giusto per chi spamma il sinistro in titoli come Fortnite e vuole un’attuazione su misura, e va bene in palm e claw su questa shape media-grande.
Razer Viper V4 Pro: quando lo sceglierei

Punti forti
- Leggerissimo, sui 49-50 grammi, con un bilanciamento centrato che nei cambi di direzione si sente eccome.
- Latenza ai vertici, circa 1,32 ms nei miei test a 8.000 Hz, e un’autonomia che arriva a 180 ore.
- Forma Viper collaudata, skate PTFE eccellenti di serie, rotellina ottica e software web senza installazioni.
Limiti
- Il suono metallico “da ping-pong” degli switch ottici è invadente con le cuffie open-back ed è un gusto acquisito.
- Niente rapid trigger né attuazione regolabile, e manca ancora una taglia mini per le mani più piccole.
Lo sceglierei al posto del vincitore se la mia priorità è il movimento del mouse: FPS tracking-heavy, flick ampi, peso minimo, bilanciamento centrato, autonomia e un pacchetto già rifinito senza sostituzione degli skate. È il migliore all-round per molti giocatori, ma perde il confronto editoriale perché il suo click resta fisso e non offre un salto tecnologico paragonabile a HITS. La forma simmetrica per destrorsi riempie bene il palmo ed è comoda dal primo minuto in palm e claw; con mani piccole resta compatta, ma una versione mini non esiste.
Quale scegliere per tipo di giocatore
Se giochi FPS veloci
Il Viper V4 Pro. È più leggero, meglio bilanciato e lo sposti fisicamente più in fretta, con una lettura del sensore pulitissima. Il Superstrike resta vicino, ma il vantaggio del suo click conta soprattutto nella registrazione del primo colpo e sulle armi a colpo singolo, non sul tracking.
Se giochi titoli dove clicchi molto
Il Superstrike, senza esitare. Dove martelli il sinistro per editare, piazzare o gestire raffiche, l’attuazione cortissima e il rapid trigger fanno una differenza reale che il Viper, con il suo ottico fisso, non può dare.
Se vuoi il mouse più leggero e reattivo nei movimenti
Il Viper V4 Pro. Dieci grammi in meno e un baricentro centrato lo rendono il più veloce da muovere dei due, mentre il Superstrike paga il peso anteriore.
Se vuoi il click più avanzato
Il Superstrike, e non c’è gara. È l’unico con attuazione regolabile, rapid trigger e feedback aptico, oltre a essere quasi silenzioso ai livelli più bassi. Per chi ottimizza il click, è un’altra categoria.
Se usi claw, palm o fingertip grip
Tutti e due reggono claw e palm senza problemi sulla mano di riferimento. Il Superstrike, più voluminoso, premia chi riempie il guscio in palm sulla shape del Superlight; il Viper, più snello e leggero, è il più versatile in claw e il più gestibile in fingertip grazie al peso piuma e al bilanciamento centrato.
Se vuoi il vincitore complessivo
Il Logitech G PRO X2 Superstrike. Il Viper resta migliore per movimento e praticità, ma HITS offre il vantaggio più innovativo, personalizzabile e difficile da replicare dell’intero confronto.
Verdetto finale
Se devo indicarne uno solo, vince di misura il Logitech G PRO X2 Superstrike, con una valutazione di 9,6/10 contro i 9,5/10 del Razer Viper V4 Pro. Il Viper è più leggero, meglio bilanciato, più autonomo e probabilmente più semplice da consigliare a chi vuole soltanto un grande mouse da FPS. Il Superstrike, però, introduce la differenza più importante del confronto: HITS trasforma i pulsanti principali in controlli regolabili per attuazione, reset e feedback, mantenendo peso e latenza da mouse competitivo.
Questa vittoria non significa che il Superstrike sia migliore per ogni giocatore. Per tracking continuo, flick, leggerezza e lunghe sessioni senza ricarica sceglierei ancora il Viper. Ma come prodotto complessivo del 2026, e come mouse che porta qualcosa di realmente nuovo senza sacrificare le prestazioni, il Superstrike prende il primo posto.
Domande frequenti
Meglio Logitech G PRO X2 Superstrike o Razer Viper V4 Pro?
Il Logitech G PRO X2 Superstrike vince il confronto complessivo per 9,6 a 9,5 grazie al sistema HITS, che offre attuazione, rapid trigger e feedback aptico regolabili. Il Viper V4 Pro resta la scelta migliore se metti davanti peso, bilanciamento, tracking e autonomia.
Quale dei due è migliore per FPS competitivi?
Dipende dal tipo di FPS. Per tracking continuo, flick e movimenti rapidi sceglierei il Viper V4 Pro. Per tap-fire, sniping, armi a colpo singolo e giochi click-heavy il Superstrike può offrire un vantaggio più concreto grazie all'attuazione corta e al rapid trigger.
Quale ha i click migliori?
Il Superstrike, in modo netto. Il suo click aptico HITS offre attuazione regolabile, rapid trigger e funzionamento quasi silenzioso, cose che il Viper, con i suoi ottici fissi e rumorosi, non ha.
Quale è più adatto a claw grip?
Il Viper V4 Pro è più leggero e snello, quindi resta il più versatile in claw e fingertip. Il Superstrike funziona bene in claw e palm, ma essendo più voluminoso e pesante in avanti si presta meglio a chi riempie il guscio in palm.
Quale sceglierei per sessioni lunghe?
Il Viper V4 Pro. Il peso piuma, il bilanciamento centrato e l'autonomia fino a 180 ore lo rendono più riposante e pratico nelle maratone. Il Superstrike è comodo, ma il baricentro in avanti e i consumi delle aptiche si fanno sentire di più.