Mouse gaming wireless
Recensione Logitech G305: il piccolo wireless che gioca come i grandi
Logitech G305 è un wireless compatto, preciso e sorprendente negli FPS: ottimo per mani piccole e medie, meno per chi vuole ricarica USB.
Il verdetto in sintesi
Verdetto rapido
piccolo, ben bilanciato e alleggeribile, con una forma su cui mi sento sicuro. Il sensore si comporta come quello di un cablato di fascia alta, punto e basta. È tagliato per chi ha mani da piccole a medie e vive di FPS. Se la forma ti calza, qui dentro c'è una resa che da un wireless così essenziale non ti aspetti.
Punti di forza
- Sensore HERO impeccabile: flick prevedibili, niente spin-out, lift-off basso e tracciamento pixel per pixel
- Leggerezza modulabile — sotto i 100 grammi con la AA, fino a circa 81 grammi senza guscio e con batteria al litio
- Autonomia che mi ha tolto l'ansia da ricarica, con scomparto integrato per il nano ricevitore
Punti deboli
- Niente porta USB: non si usa cablato e non si ricarica la batteria nel mouse
- Nei miei test di latenza è risultato lento, e i fianchi avrebbero meritato un rivestimento più gommato

1. Introduzione e verdetto rapido
Volevo un G Pro senza il cavo. L’ho trovato. Il Logitech G305 Lightspeed è il wireless entry-level di Logitech: stesso guscio del G Pro e del G102/G203, sensore HERO, zero filo. L’ho tenuto in mano per settimane in Counter-Strike 2 e ho cambiato idea su di lui — questo mouse fa sul serio, anche quando la posta in gioco è il competitivo.
Verdetto rapido (TL;DR): piccolo, ben bilanciato e alleggeribile, con una forma su cui mi sento sicuro. Il sensore si comporta come quello di un cablato di fascia alta, punto e basta. È tagliato per chi ha mani da piccole a medie e vive di FPS. Se la forma ti calza, qui dentro c’è una resa che da un wireless così essenziale non ti aspetti.
2. Design, forma e qualità costruttiva
La forma è proprio quella che amo per gli FPS. Corpo compatto, basso, con un profilo che termina in una grande lip sotto cui le dita trovano casa. Con la batteria dentro sto sui 95-99 grammi, e già lì il bilanciamento è giusto nonostante la batteria stia al centro: passo dal G Pro al G305 e non sento la differenza quando lo maneggio. Il bello però arriva quando smonto. Con una batteria al litio Energizer Ultimate scendo a circa 88-89 grammi; tolgo anche il guscio posteriore e arrivo intorno agli 81, più leggero del G Pro stesso. Il solo corpo, batteria esclusa, pesa 73,5 grammi.

Sulla presa voglio essere onesto, perché qui le cose cambiano da persona a persona. Io uso una presa ibrida e per me è perfetto; in claw grip se la cava benissimo anche con mani più grandi. Però nelle sessioni lunghe e tirate ho sentito che l’arco è spostato verso il fondo, e in palm o fingertip prolungati non è il massimo del comfort. Il claw grip è quello che mi ha dato più comfort nelle sessioni lunghe. Mani piccole o medie? Allora potrebbe essere il tuo mouse: si infila sotto il palmo e sparisce. Mani grandi? In una partita lunga e sudata rischi di sentirlo corto.

Il corpo è tutto plastica opaca di buona qualità: la parte alta è liscissima, i fianchi appena testurizzati. La mia unica vera critica estetica è il rivestimento dei lati — l’avrei voluto più gommato, come sul G403, che in mano dà una sensazione più premium. Eppure non scivola: anche con le mani umide non mi è mai volato via. La costruzione è solida. C’è un buzz leggerissimo quando lo picchietto, ma nessun rattle scuotendolo e zero scricchiolii sospetti.
3. Sensore e prestazioni di gioco
Dentro c’è il sensore HERO ottico di Logitech, ed è il vero pezzo forte. Nato per il wireless, funziona praticamente come il PMW3366 ma con dieci volte la sua efficienza energetica, e si spegne a intervalli di 1 millisecondo per non bruciare corrente. Va da 200 a 12.000 DPI, regge oltre 400 IPS e 40 G di accelerazione, con polling a 1000 Hz. Sulla carta è roba seria. In gioco si sente sotto le dita.
Ho fatto i miei soliti test e non sono riuscito a mandarlo in spin-out, nemmeno spingendolo al massimo della velocità o con un tilt-slam. Ogni flick è prevedibile e finisce dove voglio, senza smoothing né accelerazione. Nel sniper test a 1600 DPI traccia pixel per pixel; oltre i 2000 non vedo più differenze, ma anche a 3200 resta pulitissimo. La lift-off distance è bassa, circa lo spessore di un DVD sul mousepad in tessuto e comunque sotto i 2 mm, così quando il mouse riatterra dopo un’alzata non c’è jitter. Niente spin-out, niente capricci: in Counter-Strike 2 punto bene e fletto senza pensarci.

Un’avvertenza onesta dai miei test di latenza. Cronometrando i tempi con strumentazione dedicata, il G305 risulta lento — tra i più lenti che ho provato, probabilmente per un debounce nello switch che si somma al ritardo del wireless. Non è una cosa che ti rovina l’esperienza, ma è giusto che tu lo sappia. Quando poi gioco davvero, non mi frena affatto: traccia bene, scivola bene anche con quei piccoli skate, sta dietro ai miei flick. Per un giocatore nella media — e statisticamente sei tu — è più che sufficiente. Il collo di bottiglia in mira sono io, non il sensore.
4. Pulsanti, switch e rotellina
I tasti principali sono dati per 10 milioni di click, la metà del G Pro, e restano comunque abbondanti. Si premono che è un piacere: crisp, uniformi, con la tensione giusta per me e una buona distanza di attuazione. Ho misurato la forza che chiedono e siamo sui 45 grammi, un filo meno del G Pro. L’unico appunto è che li trovo leggerini, come sul G102: li avrei tensionati un pelo di più. Ma ci si abitua in fretta.

La rotellina è gommata e testurizzata, con step ben definiti e un middle click leggero che uso di continuo; è più tattile di quella del G403 e si schiaccia più facilmente. Il suono dello scroll è un po’ “polveroso”, non il top, ma resta decoroso. Il pulsante DPI sta sotto la rotella, più piccolo e fuori mano: comodo, anche se ogni tanto lo sfioro per sbaglio quando cambio presa. Lo si disabilita al volo nel software e il problema sparisce.
I tasti laterali sono piccoli ma ben piazzati e supportati, affondano nel corpo con una clickiness che soddisfa. Su questo esemplare hanno un po’ più di travel del solito, e onestamente quelli delle altre versioni del guscio mi piacevano di più. Nulla di grave: fanno il loro lavoro.
5. Connettività e durata della batteria
È puro wireless Lightspeed, e qui c’è una delle scelte di design più nette: niente porta USB-C, niente porta USB di nessun tipo. Non lo usi cablato e non carichi una batteria ricaricabile dentro il mouse. Si va a singola stilo AA — nella scatola trovi un’alcalina — e stop. Niente Bluetooth.
Sembra un compromesso, e all’inizio per me lo era. Poi mi sono ricreduto. Col G Pro mi scordavo di metterlo in carica e mi ritrovavo a secco, costretto ad aspettare perché giocare col cavo mi rifiuto. Col G305 non ci penso mai: o è vivo, o cambio la batteria in meno di dieci secondi e riparto. Uso pile stilo ricaricabili e il problema non esiste proprio. L’autonomia dichiarata è di 250 ore di gioco continuo in modalità Performance a 1000 Hz — più o meno otto ore al giorno per un mese — e in modalità Endurance, pensata per ridurre i consumi, può arrivare fino a nove mesi di utilizzo tipico. Dopo un mese di uso, il software mi segnava ancora carica piena.

Il tocco che adoro è il guscio posteriore che si sfila: sotto ci sono il vano per la AA e lo scomparto per il nano ricevitore. Per chi viaggia è oro, perché quel dongle è facilissimo da perdere. In confezione c’è anche un extender USB-A per appoggiare il ricevitore sulla scrivania: fa il suo, però è leggerino e col cavo rigido non resta dove lo metti. Il mio unico desiderio vero? Una scritta “G305” stampata sul ricevitore, così da beccarlo a colpo d’occhio tra i tanti dongle gemelli.
6. Software e personalizzazione
La gestione passa dal software companion di Logitech, e qui mi trovo a mio agio. Ho il controllo completo dei DPI, l’assegnazione dei tasti e un indicatore di batteria che apprezzo parecchio. C’è la memoria onboard e imposti fino a 5 livelli di DPI — io ne uso quattro — partendo da 200 a step di 50 fino a 12.000. Tengo attivi giusto due profili: 800 DPI per il desktop, 400 per il gioco. La modalità Endurance si attiva da qui; l’unica seccatura è che non riesco ad assegnarla a un tasto, quindi per cambiarla devo riaprire il software.
Sul fronte estetico, scelta che sposo in pieno: zero RGB, nessuna luce da nessuna parte. L’unico LED è il puntino dietro la rotella: segnala l’accensione, il profilo DPI selezionato e avvisa quando la batteria sta per esaurirsi. Niente RGB o illuminazione superflua, tutto per risparmiare batteria, e per me va benissimo così.
7. Pro e contro
Pro
- Sensore HERO impeccabile: flick prevedibili, niente spin-out, lift-off basso e tracciamento pixel per pixel
- Leggerezza modulabile — sotto i 100 grammi con la AA, fino a circa 81 grammi senza guscio e con batteria al litio
- Autonomia che mi ha tolto l'ansia da ricarica, con scomparto integrato per il nano ricevitore
Contro
- Niente porta USB: non si usa cablato e non si ricarica la batteria nel mouse
- Nei miei test di latenza è risultato lento, e i fianchi avrebbero meritato un rivestimento più gommato
8. Verdetto finale
Il G305 Lightspeed è tutto quello che chiedo a un mouse wireless da gioco. Forma da FPS, peso che gestisci come ti pare, sensore che si comporta come un cablato di alto livello e un’autonomia che cancella l’ansia da ricarica. Da quando l’ho preso in mano è diventato uno dei miei wireless preferiti, e in partita non mi ha mai tradito.
Chi dovrebbe comprarlo? Chi ha mani da piccole a medie e cerca un wireless compatto, ben bilanciato e preciso, dal giocatore competitivo a chi lo vuole anche in ufficio. Se invece hai mani grandi e ti perdi nelle sessioni infinite, provalo prima: in claw grip si difende, ma in palm prolungato potresti sentirlo corto. Se la forma ti calza, sarà dura trovare di meglio in questa categoria.
Domande frequenti
Il Logitech G305 è adatto a mani grandi?
È un mouse piccolo, pensato per mani da piccole a medie. Con mani grandi nell'uso normale fa il suo, ma nelle sessioni lunghe e intense l'ho sentito corto, soprattutto in palm grip. Con mani grandi, il claw grip è la presa che mi ha dato più comfort.
Posso usarlo col cavo o ricaricare la batteria dentro il mouse?
No. Sul mouse non c'è nessuna porta USB, quindi non si usa cablato e non puoi caricare una batteria ricaricabile al suo interno. Va a singola stilo AA: puoi usare ricaricabili, ma le carichi fuori e poi le sostituisci — un'operazione che mi prende meno di dieci secondi.
Quanto dura la batteria del Logitech G305?
Logitech dichiara circa 250 ore di gioco continuo in modalità Performance a 1000 Hz, e in modalità Endurance l'autonomia può spingersi fino a nove mesi. Dopo un mese di uso il software mi indicava ancora carica piena.
Funziona con Mac?
Sì. Il ricevitore Lightspeed funziona su macOS e il G305 è supportato da Logitech G HUB, quindi puoi configurare DPI, pulsanti e profili anche su Mac. Conviene solo verificare che la propria versione di macOS sia compatibile con l'ultima versione disponibile di G HUB.