Mouse gaming wireless
Recensione Glorious Model O3 Wireless: il mouse che non si scarica mai (ma c'è un "ma")
Glorious Model O3 Wireless unisce sensore preciso, click ottici e batteria hot-swap, ma la forma lunga e arretrata lo rende meno agile.
Il verdetto in sintesi
Verdetto rapido
sensore eccellente, click ottici che è un piacere premere, costruzione solida come un carro armato e un sistema batteria che funziona sul serio. La forma lunga e un po' sbilanciata all'indietro, però, lo tiene lontano dalla perfezione. Idea geniale, esecuzione da limare.
Punti di forza
- InfinitePlay e batteria Guardian: ho cambiato la cella a metà partita senza una singola disconnessione, e di fatto non sono mai riuscito a restare a secco.
- Sensore BAMF 3.0 preciso e affidabile, con un wireless pulito a ogni polling rate — zero ritardi, zero dropout in giorni di gioco.
- Costruzione da carro armato: non flette e non scricchiola, e i tasti laterali sporgenti sono tra i migliori che abbia spammato.
Punti deboli
- Forma lunga e grande, con la batteria che sporge dal retro e sbilancia il peso all'indietro: la sento in palm grip e mi taglia fuori da fingertip e claw aggressivo.
- Rivestimento in plastica grezza poco grippante, niente grip tape in confezione, e per il drag click ti tocca per forza aggiungerne uno.

1. Introduzione e verdetto rapido
Quante volte ho guardato l’indicatore della batteria del mio mouse wireless? Troppe. Non perché fosse scarico davvero, ma per il terrore che mi mollasse a metà partita. Il Glorious Model O3 Wireless è il primo mouse che mi ha tolto quel pensiero dalla testa, e lo fa con una trovata che su un prodotto mainstream non avevo ancora visto: due batterie che cambi a caldo e un dock che ne tiene sempre una carica e pronta all’uso.
È un mouse simmetrico per destrorsi, con una scocca bella grande e un posteriore lungo, costruito attorno al sistema InfinitePlay. Lo consiglio a chi gioca a sessioni lunghe, a chi odia ricaricare, a chi tiene la postazione in ordine. Lo sconsiglio a chi cerca il peso piuma da FPS competitivo o un guscio piccolo da fingertip.
Verdetto rapido (TL;DR): sensore eccellente, click ottici che è un piacere premere, costruzione solida come un carro armato e un sistema batteria che funziona sul serio. La forma lunga e un po’ sbilanciata all’indietro, però, lo tiene lontano dalla perfezione. Idea geniale, esecuzione da limare.
2. Design, forma e qualità costruttiva
Partiamo dai numeri che ho sentito sotto le dita. Con la batteria intercambiabile dentro, il Model O3 si aggira sui 67-68 grammi; se la tolgo e mi affido alla sola batteria Guardian, scendo a circa 60-61 grammi. Ogni cella pesa più o meno 7 grammi, e quei 7 grammi li senti: con la batteria inserita il mouse pende un filo all’indietro. Niente di drammatico. Ma c’è.
La forma è quella che spacca il pubblico in due. La scocca è grande, il posteriore davvero lungo, e quando infilo la batteria intercambiabile questa aggiunge qualche millimetro che sporge dal retro. In palm grip rilassato, con la mano appoggiata bassa, ho sentito quella sporgenza premere contro il palmo e il peso scivolare indietro. In claw quasi sparisce — roba sottile, non mi ha mai dato fastidio mentre giocavo.

Sulla presa la mia idea è netta. Il Model O3 dà il meglio in claw e lazy claw: il supporto posteriore cade esattamente dove lo voglio, la mano è sostenuta dappertutto, il sensore è centrato come si deve e non ho dovuto riallenare niente. Il palm resta valido, soprattutto su mani piccole, ma il dosso mi è sembrato spinto troppo verso il retro per essere il palm perfetto. Il fingertip lascialo perdere: il mouse è alto e lungo, e i fianchi non sono fatti per quello. Per un claw o un fingertip aggressivo, insomma, c’è di meglio.
La qualità costruttiva, invece, mi ha sorpreso in positivo. Zero flessioni, zero scricchiolii, zero rumorini strani — l’ho strizzato con forza e non ha ceduto di un millimetro. Il rivestimento è il tallone d’Achille: plastica grezza con una grana che ricorda un keycap in PBT, lontanissima dal soft-touch a cui mi ero abituato. Non è la più scivolosa che abbia toccato, ma grippy proprio no, e un po’ di grip tape ci sarebbe stato — peccato che nella confezione non lo trovi. Raccoglie pure qualche impronta.

3. Sensore e prestazioni di gioco
Qui non ho una sola riserva. Il Model O3 monta il sensore BAMF 3.0 fino a 30.000 DPI, affiancato da un chip Nordic, e l’ho trovato preciso ovunque. Cerchi puliti, tracking preciso, nessuna interpolazione su tutto l’arco dei DPI: il puntatore va dove gli dico, punto.
Il polling rate sale fino a 8.000 Hz in wireless e 1.000 Hz via cavo. Ho giocato a lungo in wireless, anche con cuffie senza fili e altri dispositivi sulla stessa scrivania, e non ho beccato un singhiozzo, un ritardo, una disconnessione. La distanza di lift-off si regola tra 0,7, 1 e 2 mm, e nei test corrisponde al 100%: a 0,7 mm su una superficie spessa stacca come dovrebbe, a 2 mm aggancia anche i pad più alti. C’è il Motion Sync per ripulire il movimento ai DPI più estremi.

Nel concreto: ho macinato partite su Fortnite, Call of Duty, Apex e altro, e la precisione è rimasta impeccabile sia su vetro sia su tessuto. A 800 DPI il controllo è chirurgico, a 3.000 un colpo di polso ti fa già parecchi gradi, a 30.000 il Motion Sync tiene tutto a bada. Sinceramente, gli 8.000 Hz li vedo più come un vanto da sciorinare agli amici che come una necessità — anche tra i pro i 1.000 Hz bastano e avanzano. La sostanza è che, come motore, questo mouse non deve scusarsi con nessuno.
4. Pulsanti, switch e rotellina
I click principali sono ottici, leggeri, un piacere da premere. Hanno un pizzico di pre e post-travel, e per via del design avverti un minimo di wobble sui tasti — nell’uso reale, però, in partita non l’ho mai notato. C’è un bel “pop”, giusto un filo sul denso, e in gioco ci prendi subito la mano.
I tasti laterali sono la parte che mi è piaciuta di più. Sporgono quel tanto che basta, li trovi al volo facendo scorrere il pollice, si premono facilmente e si spammano quasi senza pre o post-travel. Li avrei voluti opachi invece che lucidi, ma funzionano da paura. La rotellina mi ha fatto un’ottima impressione: leggera ma con la sua resistenza, click facile, niente fracasso, e perfettamente spammabile sul tasto centrale. Lo step potrebbe essere un filo più deciso, ma è un dettaglio.

Lo switch DPI sul mouse è leggerissimo, comodo per cambiare al volo. Anzi, a dirla tutta dal guscio l’avrei tolto: lo stesso comando ce l’hai anche sul dock, e avrei preferito una superficie più pulita. Una nota sul tasto d’accensione: è del tipo da tenere premuto, e devi dosare i tempi — se resti giù troppo, il mouse passa in Bluetooth. Preferirei un interruttore secco, ma è questione di abitudine.
5. Connettività e durata della batteria
Questo è il cuore del Model O3. Niente cavo da rincorrere: ricevitore wireless a 2,4 GHz, Bluetooth, e in caso di bisogno il cavo USB-A to USB-C staccabile e flessibile. Ma il vero protagonista è il sistema InfinitePlay. Due batterie hot-swap più un dock di ricarica: mentre gioco, una cella sta nel mouse e l’altra si carica nel dock. Quando la prima cala, la sfilo e infilo quella carica. Pochi secondi, niente cavi, niente attese.
E qui arriva la parte che mi ha conquistato. Anche estraendo la batteria a metà partita, il mouse non si spegne: c’è una batteria Guardian integrata che lo tiene in vita per oltre 10 ore. Lampeggia rosso, ma resta connesso, senza dover riaccoppiare nulla. Ho tolto la cella nel mezzo di una sessione online e ho continuato a giocare come se niente fosse, cambiando con calma a fine round.

I numeri dichiarati parlano di 71 ore per batteria in 2,4 GHz e fino a 130 in Bluetooth. Un ‘però’, a essere onesti, c’è: quei valori valgono a 1.000 Hz e con l’illuminazione spenta. Accendo gli 8.000 Hz e tengo l’RGB a piena luminosità? L’appetito schizza alle stelle e l’autonomia crolla — in un ciclo misto ho tirato fuori circa 35-37 ore per cella, e la Guardian, a pieni LED e 8.000 Hz, regge più sulle due ore che sulle dieci. La buona notizia: con due batterie e il dock, ruotandole con criterio, questo mouse non lo scarichi.

Il dock, poi, non è solo un caricabatterie. È un piccolo hub da scrivania: ci infili il dongle, ti mostra lo stato delle celle, il polling rate e i DPI con codici colore, e ti lascia ciclare profili e impostazioni direttamente da lì. Ha un pulsante personalizzabile — io l’ho messo sul controllo batteria — ed è abbastanza pesante da non muoversi dal suo posto. Sotto la scocca ci sono sei skate in puro PTFE che scivolano bene sia su pad morbidi sia su superfici dure, anche se ti chiedono tre o quattro giorni di rodaggio prima di diventare davvero lisci.
6. Software e personalizzazione
Il software Glorious è un’app da installare sul PC — peccato non sia web-based — ma l’hanno semplificato e ora si usa con facilità. Da lì regolo tutto: DPI da 50 a 30.000 con passi da 50, fino a sei step e tre profili onboard, polling rate, Motion Sync, distanza di lift-off, debounce time e risparmio energetico.
C’è una sezione dedicata all’illuminazione, con vari effetti RGB che filtrano dalle fessure del guscio: a me l’RGB piace, e su un mouse pensato per non scaricarsi mai me lo godo senza sensi di colpa, pur sapendo che i LED si bevono la batteria. Un dettaglio che apprezzo parecchio: l’app spiega cosa fa ogni impostazione — Motion Sync, debounce, lift-off — invece di lasciarti tirare a indovinare. Mostra anche i livelli delle tre batterie (mouse, dock e Guardian), aggiorna il firmware e ti fa programmare il pulsante del dock con keybind e controlli multimediali. Servizio completo.
7. Pro e contro
Pro
- InfinitePlay e batteria Guardian: ho cambiato la cella a metà partita senza una singola disconnessione, e di fatto non sono mai riuscito a restare a secco.
- Sensore BAMF 3.0 preciso e affidabile, con un wireless pulito a ogni polling rate — zero ritardi, zero dropout in giorni di gioco.
- Costruzione da carro armato: non flette e non scricchiola, e i tasti laterali sporgenti sono tra i migliori che abbia spammato.
Contro
- Forma lunga e grande, con la batteria che sporge dal retro e sbilancia il peso all'indietro: la sento in palm grip e mi taglia fuori da fingertip e claw aggressivo.
- Rivestimento in plastica grezza poco grippante, niente grip tape in confezione, e per il drag click ti tocca per forza aggiungerne uno.
8. Verdetto finale
Dopo averlo spremuto a fondo, il Glorious Model O3 Wireless mi lascia un’idea chiara: è un mouse che risolve un problema vero — l’ansia da batteria — e lo fa con un sistema che gira davvero bene. Il sensore è di altissimo livello, la costruzione è solidissima, i click e i laterali sono un piacere, e l’hot-swap con la Guardian è la cosa più fresca che provo da un pezzo su un mouse mainstream.
A frenarlo è la forma. È grande, lunga, un filo sbilanciata all’indietro, e questo lo allontana da chi cerca il peso piuma da FPS competitivo o un guscio per fingertip e claw spinto. Lo prenderei senza pensarci due volte se gioco a sessioni lunghe, se uso claw o lazy claw, se voglio una postazione che non veda mai un cavo di ricarica e se non controllare più la batteria mi cambia la giornata. Se invece insegui i grammi e una sagoma compatta da torneo, guarda altrove. Concetto brillante, prodotto solido, forma da affinare.
Domande frequenti
Quali tipi di presa si adattano meglio al Glorious Model O3?
Con la mia mano dà il meglio in claw e lazy claw, dove il supporto posteriore e il piazzamento del sensore cadono al punto giusto. Il palm grip funziona, soprattutto su mani più piccole, ma il dosso è spinto un po' troppo indietro per essere ideale. Il fingertip lo eviterei: il guscio è alto e lungo, e i fianchi non sono pensati per quello.
È vero che non serve mai ricaricarlo?
In pratica sì. Con due batterie intercambiabili e il dock che ne tiene sempre una carica, ruotandole non l'ho mai scaricato. E se la cella nel mouse si esaurisce, la batteria Guardian integrata può tenerlo acceso per oltre 10 ore nelle condizioni più leggere. Con 8.000 Hz e RGB al massimo, però, nel mio test è durata circa due ore: abbastanza per finire la sessione e cambiare la batteria con calma.
È adatto al gioco competitivo FPS?
Non è la sua vocazione. La scocca è grande e lunga, la batteria sporge dal retro e sposta il peso all'indietro, e con la cella inserita siamo sui 67-68 grammi. Come motore è impeccabile e preciso, ma per l'FPS competitivo spinto preferirei una forma più compatta e bilanciata.
Va bene per Minecraft e per il drag click?
Per Minecraft l'ho trovato ottimo, e il jitter click o il butterfly non incontrano ostacoli sui fianchi. Il drag click, però, sul rivestimento di serie non riesce: per farlo devi applicare del grip tape, che nella confezione non è incluso.