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Recensione Razer Basilisk V3 X HyperSpeed: il mouse pesante che gioca e lavora senza compromessi

Razer Basilisk V3 X HyperSpeed è un mouse comodo e ricco di tasti per gioco e lavoro, ma il peso da 110 grammi lo limita negli FPS competitivi.

Recensione a cura di Marco Rinaldi
Razer Basilisk V3 X HyperSpeed mouse gaming wireless vista hero su sfondo pulito

Il verdetto in sintesi

Verdetto rapido

questa è la versione X, la più essenziale della famiglia V3. Batteria AA al posto della ricarica integrata, scroll basico, RGB solo sulla rotellina. In cambio mi sono goduto un comfort vero sulle sessioni lunghe, switch meccanici Gen 2 che sono una bomba al tatto, e la doppia connettività HyperSpeed più Bluetooth. Se vivi di FPS competitivo e leggerezza estrema, guarda altrove. Se invece cerchi un compagno comodo e pieno di tasti per RTS, MOBA, MMO e lavoro, questo fa centro.

Punti di forza

  • Switch meccanici Gen 2 con un click tattile e soddisfacente, tra i migliori che abbia sentito in questa categoria.
  • Comfort eccellente sulle sessioni lunghe, con appoggio pollice sagomato e pulsanti laterali facili da raggiungere.
  • Doppia connettività HyperSpeed 2,4 GHz e Bluetooth, più dongle riponibile dentro al mouse e supporto Multi-Device con una tastiera HyperSpeed compatibile.
  • Batteria AA hot-swap senza degrado e senza cavi, con vano magnetico solido che non balla.

Punti deboli

  • Pesante a 110 grammi: chi arriva dai mouse ultraleggeri lo sente eccome, e per l'esport non è la scelta.
  • Un solo profilo onboard, quindi chi usa molte configurazioni resta dipendente da Synapse; la rotellina inoltre è basica, senza scroll infinito né inclinazione.

Razer Basilisk V3 X HyperSpeed mouse gaming wireless vista hero su sfondo pulito

1. Introduzione e verdetto rapido

Mentre il mercato impazzisce dietro ai mouse da 50 grammi, io ho preso in mano l’esatto opposto. Il Razer Basilisk V3 X HyperSpeed va controcorrente: ergonomico per destrimani, robusto, con il classico grilletto multifunzione sul lato del pollice. L’ho usato per settimane, tra partite e lavoro. E mi ha convinto.

Razer Basilisk V3 X HyperSpeed vista frontale del mouse ergonomico per destrimani

Verdetto rapido: questa è la versione X, la più essenziale della famiglia V3. Batteria AA al posto della ricarica integrata, scroll basico, RGB solo sulla rotellina. In cambio mi sono goduto un comfort vero sulle sessioni lunghe, switch meccanici Gen 2 che sono una bomba al tatto, e la doppia connettività HyperSpeed più Bluetooth. Se vivi di FPS competitivo e leggerezza estrema, guarda altrove. Se invece cerchi un compagno comodo e pieno di tasti per RTS, MOBA, MMO e lavoro, questo fa centro.

2. Design, forma e qualità costruttiva

Lo riconosci come un Basilisk al primo sguardo. Forma ergonomica per destrimani, con quel piano d’appoggio per il pollice che ti invita a posare la mano. È grande e bello sostanzioso: sulla bilancia segna 110 grammi, quasi il doppio dei mouse pro da 50-60. La massa si sente, e non sto qui a nasconderla.

Razer Basilisk V3 X HyperSpeed profilo laterale con appoggio pollice e pulsanti laterali

La curva sostiene la mano e ci sta bene sia in palm sia in una claw rilassata. Con mani da medie a grandi è dove dà il meglio. Il pollice trova subito il suo posto sul rest sagomato, e i pulsanti laterali cadono sotto il dito senza che io debba allungarmi o riposizionare la presa. Dopo ore di gioco continua a reggere la mano, e per me questo conta più di mille specifiche.

I materiali raccontano la stessa storia. La plastica ha una finitura un po’ ruvida che fa presa quando stringo, e ai lati ci sono inserti in gomma testurizzata che danno una mano nei momenti in cui artiglio il mouse. Qualche parte lucida qua e là, più che altro per l’occhio. Ho fatto il mio solito shake test: nessun rumore, nessun ticchettio, niente che balli dentro. Non scricchiola, non flette sotto le dita. Costruzione seria, niente plasticaccia.

3. Sensore e prestazioni di gioco

Sotto la scocca c’è il Razer 5G Advanced 18K Optical Sensor: fino a 18.000 DPI, 450 IPS e 40 G di accelerazione. Non è il sensore più estremo che Razer abbia in catalogo, ma sul campo non gli ho trovato un difetto. Niente lag, niente scatti, nessuna accelerazione indesiderata.

Razer Basilisk V3 X HyperSpeed vista dall'alto a tre quarti del mouse gaming wireless

Con il dongle HyperSpeed 2,4 GHz la connessione è istantanea: tra quello che faccio con la mano e quello che vedo a schermo, ritardo zero. Ci ho macinato Tarkov, Battlefield, qualche partita a CoD e ad Arena senza un intoppo. I flick restano puliti e il tracciamento non balla nemmeno quando alzo la sensibilità. Nel software ho messo il polling a 1.000 Hz per giocare e ho calibrato il lift-off tra uno e due millimetri sul mio tappetino. Per il peso non è un mouse da esport, e lo dico chiaro. Ma per FPS rilassati, MOBA, MMO e soprattutto RTS, la precisione c’è tutta.

4. Pulsanti, switch e rotellina

Qui mi ha sorpreso in positivo. Monta gli switch meccanici Gen 2 di Razer, e si sentono da paura: feedback tattile netto, click deciso, mai molliccio. Sono i Razer Mechanical Mouse Switches Gen-2, con contatti placcati in oro e una durata dichiarata di 60 milioni di click. Un avviso: non sono silenziosissimi. Se ti serve un mouse muto durante le chiamate, tienilo presente.

Sopra ho i due click principali, la rotellina con il suo click e il pulsante DPI subito dietro. Di lato ci sono tre tasti aggiuntivi, incluso il grilletto multifunzione frontale, che raggiungo col pollice senza il minimo sforzo. Di default Razer lo assegna a Hypershift, ma posso rimapparlo anche come sniper button o con qualsiasi altra funzione disponibile in Synapse. In totale ci sono sette pulsanti programmabili e nove controlli personalizzabili contando anche lo scorrimento verso l’alto e verso il basso. Indietro e avanti li uso quasi compulsivamente, e stanno esattamente dove devono stare. La rotellina è gommata, dà un flick piacevole e ha un buon click in pressione. Però è una rotellina a 24 tacche e stop: niente scroll infinito, niente inclinazione sinistra/destra come sul V3 Pro. Per me non è un dramma. Se vivi di scroll libero, lo noterai.

5. Connettività e durata della batteria

Doppia anima wireless, ed è la cosa che preferisco. C’è il dongle HyperSpeed 2,4 GHz per le prestazioni e c’è il Bluetooth per la comodità. Tengo il 2,4 sul desktop e il Bluetooth pronto per il portatile, e passo dall’uno all’altro con l’interruttore sul fondo: posizione 2,4, off e Bluetooth.

Sotto ci sono gli skate in PTFE, belli abbondanti, che regalano una scivolata pulita. L’alimentazione arriva da una batteria AA — niente ricarica integrata — e una la trovi già nella confezione. Il coperchio posteriore è magnetico: infilo il pollice nella linguetta, lo sollevo, e dentro c’è l’alloggiamento della batteria e quello del dongle.

Razer Basilisk V3 X HyperSpeed vano batteria magnetico con alloggiamento del dongle HyperSpeed

Quel vano interno per il ricevitore è una di quelle cose che ogni mouse wireless dovrebbe avere, e qui c’è. Il dongle supporta anche la funzione HyperSpeed Multi-Device: posso usare un solo ricevitore compatibile per collegare il mouse insieme a una tastiera Razer HyperSpeed supportata, liberando una porta USB. Razer dichiara fino a 285 ore in modalità HyperSpeed e fino a 535 ore in Bluetooth. Nel mio uso ho contato circa 24 giorni da una decina di ore al giorno in HyperSpeed e attorno ai 45 giorni in Bluetooth con le impostazioni di risparmio attive: risultati personali, quindi variabili in base a RGB, polling e tempo di inattività. La AA non ricaricabile può sembrare un limite, ma per me è il contrario: nessun degrado della batteria nel tempo e hot-swap istantaneo. Una scarica esce, una carica entra, si riparte. È da settimane che non attacco un cavo a questo mouse.

Razer Basilisk V3 X HyperSpeed accessori inclusi batteria AA e dongle HyperSpeed 2,4 GHz

6. Software e personalizzazione

Tutto passa da Razer Synapse, e di roba da toccare ce n’è. Ogni pulsante è rimappabile: scorciatoie da tastiera, funzioni mouse, macro, tasti multimediali, comandi Windows, perfino azioni tra due dispositivi Razer. Il cuore è l’Hypershift: tengo premuto il tasto frontale e tutti gli altri pulsanti si caricano di una seconda funzione, raddoppiando di fatto i comandi. Tra le funzioni assegnabili c’è anche la Boss Key: di default minimizza tutte le finestre, mentre da Synapse posso configurarne il comportamento. È una funzione un po’ particolare, ma onestamente comoda anche al lavoro.

Nella scheda Performance imposto fino a cinque step di DPI ciclabili dal tasto dedicato; di solito ne tengo tre, con 800 come base. Il polling arriva a 1.000 Hz. Le luci? L’RGB Chroma vive solo sulla rotellina: regolo la luminosità e scelgo tra colore statico, spectrum cycling, reactive, breathing e audio meter. La rotellina semitrasparente si accende a strisce vivaci con il centro più cupo, e l’effetto è davvero bello da vedere. C’è la calibrazione della superficie tra uno e due millimetri e la modalità di risparmio che spegne il mouse dopo un tempo regolabile da 1 a 15 minuti. C’è un solo profilo onboard: è utile per portarmi dietro una configurazione principale, ma non sostituisce tutti i profili software salvati in Synapse.

7. Pro e contro

Pro

  • Switch meccanici Gen 2 con un click tattile e soddisfacente, tra i migliori che abbia sentito in questa categoria.
  • Comfort eccellente sulle sessioni lunghe, con appoggio pollice sagomato e pulsanti laterali facili da raggiungere.
  • Doppia connettività HyperSpeed 2,4 GHz e Bluetooth, più dongle riponibile dentro al mouse e supporto Multi-Device con una tastiera HyperSpeed compatibile.
  • Batteria AA hot-swap senza degrado e senza cavi, con vano magnetico solido che non balla.

Contro

  • Pesante a 110 grammi: chi arriva dai mouse ultraleggeri lo sente eccome, e per l'esport non è la scelta.
  • Un solo profilo onboard, quindi chi usa molte configurazioni resta dipendente da Synapse; la rotellina inoltre è basica, senza scroll infinito né inclinazione.

8. Verdetto finale

Dopo settimane d’uso, il Razer Basilisk V3 X HyperSpeed mi ha lasciato un’impressione netta: è un ibrido fatto bene. Comodo, solido, pieno di tasti, pensato per chi vive tra gioco e produttività. Lo consiglio senza esitare a chi gioca a RTS, MOBA, MMO e FPS più tranquilli, e a chi lo spreme per lavorare. La forma sostiene la mano, gli switch sono una gioia, la doppia connettività e la batteria sostituibile lo rendono pratico ogni giorno.

Chi insegue il grammo, mira al competitivo serrato o non sopporta il peso di un mouse, deve guardare altrove: 110 grammi sono 110 grammi, e questo Basilisk non finge di essere leggero. Per tutti gli altri, è il Basilisk wireless che terrei sulla scrivania.

Domande frequenti

Il Razer Basilisk V3 X HyperSpeed è adatto a mani grandi?

Sì. Con mani da medie a grandi è proprio lì che rende meglio: la forma ergonomica sostiene il palmo, l'appoggio per il pollice è naturale e i pulsanti laterali restano comodi da raggiungere. Ci sta bene sia in palm sia in claw rilassata.

Posso usarlo senza ricaricarlo, e come funziona la batteria?

Va a batteria AA, già inclusa, e non si ricarica via cavo. Sollevi il coperchio magnetico posteriore, cambi la AA in pochi secondi e puoi usare anche batterie ricaricabili. Razer dichiara fino a 285 ore in HyperSpeed e fino a 535 ore in Bluetooth. Nel mio utilizzo ho raggiunto circa 24 giorni da una decina di ore al giorno in HyperSpeed e attorno ai 45 giorni in Bluetooth, ma il risultato varia in base alle impostazioni.

Si collega in HyperSpeed e Bluetooth allo stesso tempo?

No, non contemporaneamente. Offre entrambe le modalità, ma si passa dall'una all'altra tramite l'interruttore sul fondo: HyperSpeed a 2,4 GHz da una parte, Bluetooth dall'altra e posizione off al centro. Io tengo il dongle sul desktop e il Bluetooth associato al portatile, passando dall'uno all'altro in un attimo. Il dongle si ripone dentro al mouse e supporta la funzione Multi-Device con una tastiera Razer HyperSpeed compatibile.

Ha l'RGB e quanto è personalizzabile?

L'illuminazione Chroma RGB è presente solo sulla rotellina, ma da Razer Synapse la personalizzi: luminosità regolabile ed effetti statico, spectrum cycling, reactive, breathing e audio meter. Nel software rimappi ogni pulsante, imposti fino a cinque step di DPI fino a 18.000, regoli il polling fino a 1.000 Hz e configuri il risparmio energetico. Tieni presente che c'è un solo profilo onboard: una configurazione principale può viaggiare con il mouse, mentre per gestire più profili serve Synapse.

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